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Vuole un figlio a tutti i costi: costringe la figlia di 14 anni a fare l’inseminazione

Vuole un figlio a tutti i costi, madre costringe la figlia di 14 anni a fare l’inseminazione artificiale

 

L’Alta Corte del Regno Unito ha condannato a cinque anni di reclusione per violenza su minore una donna, madre adottiva di tre bambini, che ha costretto la figlia di 14 anni a ricorrere all’inseminazione artificiale per «avere un quarto figlio». Il processo è avvenuto in assoluta segretezza e il tribunale non ha rivelato il nome della ragazza, che oggi ha 19 anni, chiamata per comodità “A”.

«DEVI RIMANERE INCINTA». La ragazza ha rivelato alla Corte: «Quando avevo 14 anni mia mamma mi ha detto: “A, l’unico modo per me di avere un quarto bambino è che tu resti incinta”. All’inizio sono rimasta scioccata, ma poi ho pensato: “Forse se faccio come dice, tutto si sistemerà e mia mamma sarà felice come prima e mi amerà di più”». Il primo ciclo di fecondazione assistita, però, non va a buon fine perché la ragazza subisce un aborto spontaneo. Così nel 2009, all’età di 15 anni, dopo un altro tentativo fatto con dello sperma comprato online dalla madre, A rimane incinta. Che qualcosa non andava è stato scoperto dall’ostetrica dell’ospedale: A, infatti, non lasciava che la madre prendesse il bambino mentre la donna si dimostrava «insistente» e «insensibile» ai bisogni della ragazza, non permettendole neanche di allattare il figlio al seno.

«VOLEVA UNA FEMMINA». Secondo il verdetto dell’Alta corte «A, costretta a sottoporsi a inseminazione artificiale, ha sofferto in continuazione di ansia, dovendo subire azioni degradanti, umilianti e anche dolorose. La madre l’ha anche costretta a seguire una dieta particolare, pensando che in quel modo fosse più probabile che nascesse una femminuccia». I magistrati hanno anche scoperto che la donna di origini americane, ma che vive in Inghilterra, ha anche maltrattato un’altra delle sue figlie, nessuna delle quali è stata mai mandata a scuola.

SERVONO PIÙ CONTROLLI. Il giudice per la Famiglia Justice Jackson, sconvolto dal caso, ha lamentato la troppa facilità con cui in Inghilterra si può comprare online lo sperma, che la donna ha ottenuto per 2 mila dollari da un donatore anonimo danese, attraverso l’azienda Cryos International: «Nessuno controlla se chi compra lo sperma ha dei problemi o meno. Nessun tipo di coinvolgimento medico è richiesto».

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