Sindrome Ovaio policistico

Ovaio Policistico stimolazione ovarica

Ovaio Policistico stimolazione ovarica.  La stimolazione follicolare multipla nella paziente affetta da sindrome dell’ovaio policistico o PCOS é difficile. Soprattutto per chi si deve sottoporre a fertilizzazione in vitro FIVET o ICSI o Inseminazione artificiale o fecondazione assistita in generale. E’ sempre presente il rischio di sviluppare la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS). Pertanto i protocolli di stimolazione in uso nelle pazienti senza sindrome dell’ovaio policistico spesso non sono idonei nelle pazienti affette dalla sindrome.

Ovaio policistico : induzione dell’ovulazione

La terapia della anovulatorietà cronica nella sindrome dell’ovaio policistico negli ultimi 20 anni si é notevolmente evoluta. Il farmaco di scelta rimane il CLOMIFENE CITRATO che svolge una azione antiestrogena legandosi ai recettori ipotalamici per gli estrogeni.  Il clomifene citrato annulla il meccanismo di feed back negativo che gli estrogeni svolgono sull’ipotalamo e aumenta quindi la produzione di FSH e LH. Questo trattamento é noto per presentare una notevole discrepanza tra l’elevato numero di ovulazioni che induce ( fino all’80%) e il tasso di gravidanza notevolmente ridimensionato ( 15% o 20%).

La posologia classica del trattamento con clomifene citrato é di 50/100 mg al giorno per 5 giorni normalmente dal 3° al 7° giorno del ciclo. Laddove si necessitasse di posologie maggiori di 100 mg die si può parlare di clomifene resistenza e passare ad altri tipi di terapia.

OVAIO POLICISTICO STIMOLAZIONE OVARICA : GONADOTROPINE

La somministrazione giornaliera di gonadotropine urinarie o ricombinanti sembra essere il protocollo migliore per l’induzione della crescita monofollicolare nei rapporti mirati. L’uso di gonadotropine FSH esogene va riservato a medici che abbiano esperienza con il loro utilizzo. Deve essere assolutamente monitorizzato semi-quotidianamente sia con l’ecografia sia con i dosaggi ormonali. Questo preverrà l’insorgenza della sindrome da iperstimolazione ovarica ( OHSS) . Sempre in agguato nella paziente con sindrome ovaio policistico, é un’altra complicanza forse peggiore, la gravidanza multipla.

TERAPIE METABOLICHE

Vista la stretta correlazione tra iperinsulinismo e iperandrogenismo e sindrome dell’ovaio policistico sono state proposte sostanze in grado di abbassare i livelli circolanti di insulina.

La Metformina , un ipoglicemizzante orale utilizzato nei soggetti diabetici, ultimamente é stato utilizzato con risultati promettenti e così il Troglitazone.

Gli studi clinici hanno dimostrato che si osserva una diminuzione della insulina basale, un abbassamento dell’LH e degli androgeni, un innalzamento dell’SHBG e a cascata un miglioramento della capacità ovulatoria monofollicolare. Questo determinerà una riduzione degli aborti soprattutto se la terapia é accompagnata da una riduzione del peso corporeo.

La perdita di peso é un presidio terapeutico di importanza fondamentale. La sola perdita di peso determina un miglioramento dei parametri ormonali e il ripristino della capacità ovulatoria.

La recente terapia con INOSITOLO é basata sul fatto che spesso le donne con ovaio policistico hanno anche una resistenza all’insulina per un difetto del recettore per l’insulina presente sulle cellule ( l’inositol-fosfoglicano). La somministrazione di Inositolo aumenta la biodisponibilità del recettore. Dopo 2 o 3 mesi di somministrazione le pazienti amenorroiche ricominciano ad ovulare e a mestruare regolarmente.

PROTOCOLLO DI STIMOLAZIONE FOLLICOLARE NELLE PAZIENTI NORMORESPONDER che si sottopongono a riproduzione assistita FIVET ICSI

Il protocollo di stimolazione follicolare multipla per tecniche di riproduzione assistita più comune é il cosidetto Protocollo Lungo in cui si effettua un pretrattamento ipofisario con Analoghi del GnRH che svuotano le riserve ipofisarie di FSH e LH e prevengono l’ovulazione prematura, e dopo la sopravvenuta mestruazione si inizia la stimolazione follicolare multipla con FSH o FSH/LH . Una volta raggiunta la maturità follicolare si induce la maturazione finale con la somministrazione di HCG o rHCG ( gonadotropina corionica ) 36 ore prima del previsto recupero ovocitario o dell’avvento dell’ovulazione. Questo protocollo é il più usato nella riproduzione assistita e si calcola che nel mondo il 70% dei protocolli di stimolazione siano Protocolli Lunghi. Ma nella paziente con sindrome dell’ovaio policistico questo protocollo può favorire come effetto collaterale della stimolazione follicolare lo sviluppo della sindrome da iperstimolazione ovarica. Il rischio di sviluppare la sindrome con questo protocollo può essere ridotto con un protocollo appropriato.

OVAIO POLICISTICO STIMOLAZIONE OVARICA : PROTOCOLLI DI STIMOLAZIONE PER FIVET/ICSI

Ovaio Policistico stimolazione ovarica. Il protocollo di stimolazione di scelta nella paziente con sindrome dell’ovaio policistico da sottoporre a stimolazione follicolare multipla per FIVET  ICSI é il cosidetto protocollo breve. Si utilizza l’antagonista del GnRH per prevenire il prematuro scoppio follicolare, perché questo protocollo si accompagna a una significativa riduzione dell’incidenza delleffetto collaterale Sindrome da Iperstimolazione Ovarica. Con il protocollo breve + antagonista del GnRH normalmente si seleziona un numero inferiore di follicoli. Quindi anche il valore dell’estradiolo circolante é più basso e poi in ultimo per indurre la maturazione finale, 36 ore prima del prelievo ovocitario si può evitare di somministrare l’HCH o il rHCG e sostituirlo con una fiala di Analogo del GnRH . Quest’ultimo provoca lo svuotamento massivo delle riserve ovariche di LH, quindi provoca un picco di LH fisiologico che non dà quasi mai la sindrome da iperstimolazione. Le percentuali di successo in termini di recupero ovocitario, di fertilizzazione, di disponibilità di embrioni di buona morfologia sembrano essere identiche.

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