News Flash, Senza categoria

Fecondazione assistita nei tempi di crisi economica

Nel periodo di crisi economica nella terapia della sterilità la qualità, personalizzazione e umanità sono le parole chiavi per spendere bene.

Tratto da Fecondazione assistita in periodo di crisi economica

Un figlio costa molto anche se arriva spontaneamente anche prima della sua nascita, soprattutto poi quando non arriva naturalmente e ci si deve rivolgere ad un medico.

Specialmente durante questa crisi economica che costringe a risparmiare proprio su tutto, e nel caso d’infertilità diventa importante usare una serie di misure pratiche per ridurre i costi della diagnosi e della terapia.

Per le analisi iniziamo a rivolgerci a centri qualificati che seppure con tempi più lunghi o qualche costo maggiore riusciranno a darci risultati affidabili che non costringeranno il medico a farle ripetere o impostare la terapia in modo approssimativo. Il problema é quello di comprendere quale é il centro qualificato: in questa ricerca ci possono aiutare i consigli degli amici, del nostro medico di famiglia e del ginecologo di fiducia. Prima di rivolgersi ad uno specialista dell’infertilità controllare se é mai stato autore di pubblicazioni nell’apposito motore di ricerca,é sufficiente digitare cognome e iniziale del nome nell’apposito spazio: una persona che ha effettuato studio e ricerche nel settore della riproduzione umana é sicuramente più affidabile

Qualità è sinonimo di risparmio, soprattutto vero con lo spermiogramma: si tratta di un esame molto specialistico e delicato, decisivo per il partner maschile, che non eseguono tutti i laboratori di analisi in modo idoneo ed affidabile.

Per la donna è fondamentale richiedere la misura della sua riserva ovarica che si effettua con una serie di esami ormonali ed ecografici; il primo esame,il più classico e facilmente interpretabile é il dosaggio di FSH, LH, 17 beta Estradiolo il 2° o 3° giorno del ciclo. Molto predittivo é anche il dosaggio dell’AMH che si può effettuare in qualsiasi giorno del ciclo. Utile é anche l’ecografia per la conta dei follicoli antrali. Nel caso in cui la riserva ovarica è estremamente ridotta da non dare alcuna speranza, allora si potrà rinunciare alla stimolazione, oppure quando la riserva è elevata modulare in maniera giusta l’uso dei farmaci. Inoltre non bisogna esagerare; esami come quelli infettivologici non dovrebbero essere ripetuti solo perché sono passati 3 mesi dagli ultimi eseguiti ( il giusto sarebbe ogni 6 mesi ).

Per quanto concerne le terapie di fecondazione assistita, a parte i centri pubblici che spesso vantano liste d’attesa di oltre un anno, quelle effettuate da privati hanno costi assai variabili, spesso piuttosto elevati.

Ciò che conta davvero è la personalizzazione delle terapie cioè quanto un medico o un centro si dedica a quello specifico caso o a quello specifico paziente adattando tutti i protocolli alla diversità delle singole coppie: a proposito di questi bisogna assolutamente evitare i centri dove c’é un nome molto pubblicizzato e dove si viene “affidati”  a qualcuno normalmente una persona giovane e di scarsa esperienza.

Non a caso i risultati dipendono molto dalla personalizzazione dei trattamenti e i fallimenti costano molto sia in termini economici che psicologici.

Una coppia può facilmente capire se un centro personalizza i trattamenti sia dalla sensazione dell’accuratezza con cui vengono fatte le cose sia perché vede se le coppie hanno fatto percorsi identici. Il risparmio non è solo nel fare un ciclo di PMA senza spendere, ma anche di eseguire una terapia che offra il massimo delle possibilità di successo.

Trattamenti fatti 7 giorni su 7 indica che la personalizzazione è massima. Anche in caso di centri pubblici i trattamenti non sono senza costi perché ricadono, anche se indirettamente, sui cittadini visto che la regione di appartenenza delle coppie infertili paga comunque il conto.

Tuttavia centri pubblici ospedalieri rischiano oggi di ridimensionare le prestazioni o di ritardarle nel tempo proprio per la richiesta politica di riduzione delle spese sanitarie, visti i buchi di bilancio di molte regioni.

Ci cono sicuramente centri di PMA che abbinano il massimo della personalizzazione nei trattamenti alla richiesta di onorari accettabili. Infatti, è noto che spesso non si raggiungono i risultati al primo tentativo. La domanda che le equipe mediche dovrebbero allora porsi è: quante volte una coppia, che comunque ha in genere un budget limitato, potrà permettersi di ripetere un tentativo di fecondazione assistita? Un centro privato che non usa il criterio di personalizzazione non risponde a quei criteri di qualità e moderazione dei costi per la fecondazione assistita che oggi appaiono fondamentali.

Alla fine è la ricerca della qualità che consente davvero di risparmiare. La qualità traspare da tanti particolari, come la disponibilità e la pazienza di tutto il personale, la meticolosità con cui si fanno le cose, l’umanità che sta dietro i singoli professionisti che si scorge facilmente quando si viene a contatto con loro.

Per approfondimenti visita il sito www.francolisi.com

Condivi l'articolo su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*